Lo strano caso dell'Urania 35.
4 - La Difesa

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"...LA PAROLA ALLA DIFESA!"

La Difesa


Signori della Corte, signori Giurati, signori Collezionisti.        

Prima di addentrarmi nella difesa dell'imputato, vorrei porre due cose alla vostra considerazione. Per che cosa giudichiamo il Signor B? Per un delitto?
No. Per esserci delitto ci dev'essere un cadavere, il quale, prima, dev'essere stato vivo.
E che il numero Trentacinque sia mai stato vivo... anzi, che sia mai nato, non è stato dimostrato da nessuno.
Ci fu allora misfatto? Voi forse credete di sì. Ma io sostengo di non poter adoperare nemmeno questo termine, e vi spiegherò con dovizia il perché.

Diciamo piuttosto che vi fu un accadimento, una "scomparsa"... e come rappresentante della Difesa vi dimostrerò, al termine della mia arringa, e al di là di ogni dubbio, che non solo il Signor B non è il responsabile morale né materiale del fatto, bensì che le sue iniziative costiturono in realtà un'azione degna di lode...
(brusìo ostile in aula)
...un'azione meritoria nei confronti di tutta la comunità collezionistica!
Forti voci si levano dal settore collezionisti. Si ode ancora il martelletto del Custode: "SILENZIO! SILENZIO O FACCIO SGOMBERARE L'AULA!"
Gli agenti si muovono per intervenire verso i facinorosi, ma non c'è n'è bisogno: le voci si zittiscono man mano. "E' una vergogna!"  "Condannatelo!"
"Silenzio!"
Anch'io vi sottoporrò dei fatti.
E i fatti dicono, innanzitutto, che il Signor B viveva nel suo tempo. E il suo tempo qual era? L'Italia degli anni Cinquanta.

   Quanti anni avete, signori? Venticinque? Trenta? Quaranta?
Bene. Voi oggi vivete nel 2003, e forse non ricordate, o dovrei dire non sapete! in che tipo di società si vivesse, cinquant'anni fa, in Italia. E non potete sapere, quanto fosse suscettibile su certi temi la società italiana di cinquant'anni fa.

Consentitemi di ricordarvelo.
Era una società dove alla radio e televisione di stato era vietato accennare, anche solo di sfuggita a molti, troppi temi politici e sociali. Dove in Rai era proibito, sì proibito da ordini di servizio scritti, di pronunciare parole contrarie "alla morale".

Non parliamo di bestemmie o turpiloquio, ci mancherebbe altro. Ma era vietato pronunciare parole che adesso fanno sorridere, come "depilazione", o eventi naturali come "parto", o parole oggi innocenti come alcova, talamo, vergine, figlio illegittimo, divorzio, amante.
Una società dove insigni artisti e comici persero il lavoro a causa di battute innocenti. Dove un futuro premio Nobel veniva ignominiosamente cacciato per una satira sugli incidenti di lavoro!


...E il sesso! E il sesso!

Una società dove le coppie, in pubblicità, dovevano assolutamente esibire l'anello nuziale. Dove Anita Ekberg doveva essere rigorosamente ritratta di fronte, e mai di profilo!
Dove i giornalisti non potevano mai dire "un membro del parlamento"!
...Dove i cronisti di Coppa Intercontinentale, per un'intera partita, non poterono pronunciare al microfono il nome della squadra del Benfica!
  (risate del pubblico)
Ma questi erano solo temi di contorno.
Perché al centro di tutto, punto focale, fulcro generale, ombelico del mondo... come se non fosse per nulla intervenuta la rivoluzione copernicana...

L'universo italiano ruotava attorno alla Chiesa Cattolica!

Come osare non dico bestemmiare, per carità, non dico vilipendere, non dico criticare, non dico neanche dissentire, ma... anche solo rispecchiare nel romanzo e nella finzione una realtà così radicata!
Così sacrale!
La messa, in Italia, negli anni Cinquanta, si diceva ancora il latino!
La gente, il venerdi non mangiava davvero la carne!

(pausa, sapiente)
   
E al seguito della Chiesa... maestosa... ieratica...
C'era l'intera classe dirigente del Paese!
Radio e televisione, giornali, editoria, tutto era agli ordini di una classe politica che usava il sacro simbolo della religione di stato come vessillo politico. E tale classe pretendeva, per questo simbolo e i suoi rappresentanti religiosi, in un rapporto di simbiosi mutualistica, la totale e assoluta in-tan-gi-bi-li-tà!

Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi, lo diceva anche un proverbio, no?

E il Signor B... viveva nel suo tempo: e il suo tempo erano gli anni Cinquanta, e non il presente.

E di conseguenza, egli era effettivamente, sinceramente, onestamente, terribilmente spaventato dal contenuto del romanzo. E questo traspare benissimo dalle sue parole: "di un anticlericalismo inaudito!"

Signori giurati, non potete negare che in caso di scandalo, la Mondadori avrebbe sofferto. E lo scandalo ci sarebbe stato certamente! E sarebbe stato tremendo: una tempesta, un uragano, un maremoto, perché qui si violava il tabù dei tabù: la Religione Cattolica!

E dunque... il Signor B si preoccupò per quelli che dovevano essere gli effetti nefasti del sicuro scandalo sulla "sua" Azienda.
Di conseguenza, era convintissimo che fosse necessario agire in qualche modo, e che toccava a lui, darsi da fare. Perché lui, e non altri... si trovava in posizione nodale! Era quindi suo preciso dovere agire, con l'imperativo di difendere la Casa.

Egli si trovò ad agire in stato di necessità.
Per il bene dell'Azienda!

Ma c'è un secondo e più serio motivo, che si va ad aggiungere a tutto questo.
Se la situazione era di così grave pericolo, allora che fine avrebbe fatto il lavoro del Signor B?
Troppo ostili, sarebbero state le Forze che si andavano a risvegliare.
Troppo potenti. Terribili!
L'accusato poteva addirittura perdere il suo impiego! Ricordatevi che nel 1954 non esisteva la tutela del posto di lavoro, e praticamente non esistevano Sindacati!

E quindi, egli si trovò ad agire anche e soprattutto per il bene di sé stesso.


Signori, io affermo che il Signor B agì non solo in stato di necessità...
ma anche per legittima difesa!
(forti brusii in aula)

Certo, il Signor B aggirò il suo superiore.

Ma signori! Costui lo aveva trattato bruscamente, troppo bruscamente...

...ma è vero, è vero, non è una buon motivo per disubbidire al responsabile, direbbe l'Accusa.

E io le darei ragione!
(brusìo in aula. Il difensore inforca gli occhiali e legge)
  Stando alla deposizione, Giorgio gli disse che "se ne fregava".
(si toglie gli occhiali con gesto plateale)
Non lo mettiamo in dubbio!

Ma è proprio qui, signori della Corte, che noi tutti, ci saremmo preoccupati.

Anzi, ci saremmo spaventati, come giustamente si spaventò il nostro imputato: queste tragiche parole denotano fin troppo chiaramente non la volontà di offendere ma piuttosto, perdonateci l'ossimoro, dimostrano l'IRRESPONSABILITA' del "responsabile"!
(Alza la voce, ironico)

...Se ne fregava.    Lui   "se ne fregava!"

Lo dicono le parole della deposizione: il "responsabile" di Urania se ne fregava delle rispettose, logiche, ineccepibili motivazioni del suo sottoposto.

E quindi, il disegno diventa palese: provocare, scandalizzare, far inorridire con la bestemmia, e alla fine, magari, godere per l'indignazione del pubblico... godere per la sventura collettiva dell'Azienda!

Quanto alle conseguenze... "tanto peggio, tanto meglio".

(con improvvisa severità)
Eh no, signori non ci siamo!

L'Accusa vi ha parlato di dovere. Ma qual era il dovere del Signor B, una volta conosciuta con la materia tabù del romanzo?
Una volta saputo che avrebbe provocato lo scandalo, e quindi gravi e scomposte reazioni contro l'Azienda?
Una volta che lui, il suo capo, tutti quanti, avrebbero potuto anche perdere il posto lavoro?
Una volta saputo che il suo... il suo responsabile, di tutto questo se ne fregava?

Era suo dovere di compiacere il superiore, un capetto ansioso di vendicarsi dell'Azienda per un qualche torto subìto? O magari per non esserne stato messo a capo?


No, signori no!   Il dovere del Signor B era scritto in alto, cristallino, luminoso:
SALVARE L'AZIENDA!

E il suo dovere richiedeva l'unica azione possibile: rivolgersi a chi sapesse veramente valutare, a chi fosse in grado DAVVERO di riconoscere il pericolo, a chi potesse DAVVERO decidere a seguito di una seria, diretta, responsabile valutazione del disastro che si andava preparando!

Non viltà signori, ma dunque coraggio! Coraggio e responsabilità!

(Si calma, poi lentamente riprende)      
E il Signor B... paziente, coraggioso, tenace... si fa carico di questo fardello e si rivolge a qualcun altro.

Ma l'altro "potente"... l'altro dirigente... rifiuta di affrontare il problema, con la scusa che non gli compete.

Troppo comodo.
Troppo comodo e troppo semplice.
Troppo comodo, troppo semplice e troppo facile!

Sono le parole di un film che mostrava, guarda caso, tutte le contraddizioni della morale bigotta di allora. Sedotta e Abbandonata, si chiamava. Un film che fece, naturalmente, scandalo.
Ancora una volta, un responsabile di struttura denota... un'irresponsabilità, e questa volta perfino maggiore: questo secondo dirigente si comporta come si era comportato, quasi duemila anni prima, una delle figure più inette della storia.

Si comportò come Ponzio Pilato!


(assume un'aria prima afflitta, poi il suo sguardo si accende)  
E ancora una volta non resta, al nostro illuminato Signor B, che farsi coraggio nel buio e nell'avversità.

Salire più in alto!
Bisognava salire più in alto nella scala dell'Azienda.
Certo, tecnicamente si potrebbe dire che egli "disubbidì", al suo diretto superiore. E certo un prezioso Urania sarebbe andato poi perduto.

Ma una cosa dovete ricordare, signori della Corte e signori Collezionisti, ed è la più importante di tutte: alla fine, il più importante dei dirigenti... alla fine, fu d'accordo con lui. Il "Vecchio" il persona!

Signori giurati, pretendete voi di insegnare al dirigente più esperto di una casa editrice grande, seria, importante, affermata... che cosa fare per il bene della Casa? Come comportarsi in caso di pericolo per l'Azienda?
Certamente no.

E quel "Vecchio", che era seduto lì, aveva fatto passare indenne l'Azienda lungo una guerra, aveva guidato le sorti della casa editrice lungo un "Regime", signori!
E che regime! Un regime vessatorio contro i suoi oppositori, dove per una parola sbagliata si poteva essere imprigionati, deportati, torturati, uccisi.
Per poter far sopravvivere l'Azienda, chissà quanta diplomazia, quanti compromessi, quanti rospi avrà ingoiato il Vecchio; e chissà quante furbizie, quante trovate, quante astuzie, quanta sagacia aveva dovuto porre in essere...
...il Vecchio!  


Tutto questo, per far sopravvivere la Casa.

La Casa al di sopra di tutto!

Signori della Corte, il Vecchio era, più di tutti gli altri messi assieme, uno che viveva nel suo tempo, ed il suo avallo al parere del Signor B ha il carisma della decisione più evidente, più giusta per tutti.

Io spero che ricordiate, signori, in quest'epoca "senza princìpi morali" (come direbbe qualche cariatide) quali erano le virtù teologali.

Prudenza, Fortezza, Giustizia, Temperanza.
Ma anche se non le ricordaste dai tempi del catechismo, vi basterà considerare quali virtù sfoderò il Vecchio al momento di prendere la sua decisione.
Ed egli...
prudentemente... fortemente... giustamente... moderatamente...

...soppresse la fonte e il motivo del pericolo.

Pericolo, sì, perché di pericolo si trattava.

Le Forze non andavano disturbate. LE FORZE non andavano provocate!

Ed egli prese la decisione: il Vecchio, e non il Signor B!   Ricordatevelo.
Egli considerò, egli decise, egli poté.
(con energia)
Signori, io sostengo che il sacrificio del Trentacinque fu imposto da una causa di forza maggiore...


...Una causa di forza maggiore che agiva per il tramite del Signor B!

(forte brusìo)
Ma di un'altra cosa, signori, possiamo essere oltremodo sicuri: una seconda persona decisamente autorevole... o meglio, carismatica... fu d'accordo con la decisione presa.
E fu d'accordo per sua stessa ammissione, seppur dopo un comprensibile smarrimento iniziale.

Una persona che con il suo nobile avallo, conferma del tutto l'ineccepibilità MORALE di quella decisione prudente e dolorosa, sì, lo sappiamo bene, fin troppo dolorosa.
(assensi in aula)
E questa persona, che riconobbe e confermò esplicitamente la giustizia e l'irreprensibilità del sacrificio, era nientemeno che il creatore di Urania in persona, Giorgio!

Tutto questo, signori, già basterebbe a scagionare completamente il Signor B.
Non misfatto, dunque, bensì "doloroso sacrificio morale".
Ma noi vogliamo andare oltre!

Noi non solo intendiamo scagionare da ogni ingiusta accusa il Signor B, ma vogliamo dimostrare che la sua azione fu degna di lode!

(guarda i giurati in volto ad uno ad uno)  
Signori giurati, non distogliete lo sguardo, perché adesso vi renderò partecipi un'altra verità scomoda.

E voi, signori Collezionisti, signori del pubblico, che tanto fremevate di indignazione spinti dalle errate e distorte conclusioni dell'Accusa... voi dovete essere grati al Signor B perché...

...perché la Storia, signori, quella stessa Storia tanto invocata prima, non solo non ha dato torto, ma ha dato ragione all'imputato!

(brusìo in aula)
Sì, signori della Corte, ora vi chiederete dove sia la contraddizione con le parole dell'Accusa... ma io vi metto in guardia: perché voi oggi, nel giudicare l'imputato potreste commettere un errore!
(il brusìo diventa più forte. Nell'aula serpeggia, palpabile, un senso di disorientamento)
Sì, un grave errore che vi peserebbe sulla coscienza per tutta la vita!
Oppure... potete ancora fare in modo da trasformare questo tragico errore in un gesto di grande umanità, intelligenza, magnanimità.

Perché , vedete... se il Signor B non avesse fatto tutto quello che ha fatto... rischiando in prima persona... scavalcando ogni ostacolo... con coraggio... con determinazione... con ostinazione... con abnegazione signori sì, con l'abnegazione del un buon padre di famiglia che vede minacciata la vita dei propri figli prima ancora della sua...
voi oggi...
(in crescendo, con voce stentorea)
  ...Voi oggi non avreste MAI PIU' letto Urania, perché Urania, travolta dallo scandalo sarebbe stata soppressa per volere ineluttabile delle Forze retrive; e sarebbe stata immolata proprio sull'altare del numero Trentacinque!

E la Storia, signori, quella stessa Storia invocata dall'Accusa, ha dato RAGIONE, non torto, all'imputato, prova ne sia che Urania, ancora oggi, dopo trenta, quaranta, cinquant'anni, Urania c'è e continua a restare salda, continua, tetragona, vitale!   URANIA ESISTE, ESISTE ANCORA!

E tutto questo va a merito totale e definitivo di chi allora seppe, nei tempi e modi più opportuni, sventare il disastro con un atto d'onore, un atto di eroismo: il Signor B!



Signori, io per l'imputato chiedo il proscioglimento pieno!
Grazie! Grazie di cuore, Signor B!


Scoppia il tumulto in aula! Il pubblico rumoreggia, testimoni e avvocati dell'Accusa scattano in piedi. I giornalisti si attaccano furiosi ai telefonini:

"Incredibile!"
"...capovolta la situazione... un'arringa spettacolare..."
"Ha magnetizzato tutto l'uditorio!"
"pazzesco... non avrei mai creduto..."
"...soggiogata la giurìa!"
"...scrivi, scrivi: 'ed ora anche i collezionisti più incalliti fanno a gara per raggiungerlo, per complimentarsi, per toccarlo, ma vengono respinti dal cordone degli agenti!' Hai scritto? Guarda, guarda cosa sta succedendo! Sono tutti in delirio!"

Alcune persone del pubblico si spintonano con altri spettatori, volano insulti e gli agenti intervengono a trattenere i più esagitati.

"...ha ragione la Difesa!"
"Bravi!"
"Liberatelo!"

"SILENZIO!"

"IN PIEDI! LA CORTE SI RITIRA!"

Il Custode e i cancellieri escono.  L'aula pare un formicaio impazzito.

(continua)

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